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Dipartimento di

Fisica e Astronomia “Ettore Majorana”


Categoria: Elettromagnetismo


Spinterometro

  • Datazione: XIX secolo seconda metà
  • Localizzazione: Dipartimento di Fisica e Astronomia "Ettore Majorana"
  • Funzione: produrre potenti scariche elettriche
  • Descrizione: Nell'inventario del Catania-Lecce, lo strumento è segnato come "apparecchio per esperimenti di elettromagnetismo". Per tipologia, esso è molto affine allo spinterometro presente nel museo, anch'esso utilizzato per condurre esperimenti sulle scariche, quindi si è deciso di catalogarlo con questo nome. Esso è costituito di una base rettangolare in legno sulla quale sono avvitate due colonnine di vetro. Le estremità delle colonnine sono rivestite di metallo: una delle due è provvista di un foro attraverso il quale scorre un’asticella di ottone che termina a punta; l’altra termina con un piatto circolare metallico inserito all'interno di un cilindro di vetro posto tra le due colonnine
  • Link alla scheda catalografica: https://catalogo.beniculturali.it/detail/ScientificOrTechnologicalHeritage/1900389033

  • Apparecchio per mostrare l'azione del campo magnetico rotante

  • Datazione: XIX - XX secolo fine/ inizio
  • Localizzazione: Dipartimento di Fisica e Astronomia "Ettore Majorana"
  • Funzione: dimostrare azione del campo magnetico rotante
  • Descrizione: Galileo Ferarris costruì nel 1885 il primo esempio di campo magnetico rotante. Al museo sono custodite solo due bobine - a due e a tre rocchetti - ma, dalle ricerche condotte, è emerso che queste dovevano far parte di un più completo apparecchio, oggi assente. Esso si suppone che dovesse essere costituito di una base lignea sulla quale è fissata una spirale di filo conduttore piegata a forma di toro; per mezzo di un commutatore doppio girevole a manovella si mettono in comunicazione i poli di una batteria di forza elettromotrice con due punti del suddetto circuito, varianti di posizione ma sempre diametralmente opposti tra di loro. Sulla stessa base viene collocata la bobina, a due rocchetti (o moltiplicatori) o a tre (per dimostrare la rotazione del campo dovuta a corrente trifase), posti ad angolo retto tra di loro, all'interno dei quali, nel centro comune, sta un ago magnetico. La bobina a due rocchetti risulta inventariata e presenta numerose indicazioni; la bobina a tre rocchetti, invece, non presenta alcun marchio o numero di inventario utile
  • Link alla scheda catalografica: https://catalogo.beniculturali.it/detail/ScientificOrTechnologicalHeritage/1900389034

  • Apparecchio per la rotazione delle correnti

  • Datazione: XIX secolo seconda metà
  • Localizzazione: Dipartimento di Fisica e Astronomia "Ettore Majorana"
  • Funzione: dimostrare rotazione delle correnti
  • Descrizione: Nonostante le scarne informazioni contenute nell'inventario, si è riusciti ad identificare l'oggetto come apparecchio per la rotazione delle correnti, per il fatto che la corrente elettrica che percorreva le spire rigide di filo conduttore le metteva in rotazione nello stesso verso grazie a una particolare forza. L'aspetto dell'apparecchio è assai lontano dalla comune forma che viene in mente quando si immagina un motore elettrico, ma il principio fisico di funzionamento e le parti che lo formano sono esattamente gli stessi dei motori per così dire "tradizionali". Quando si considerano le macchine elettriche rotanti si deve parlare in termini di rotore e statore in relazione al moto delle parti, di indotto e induttore se ci si riferisce al circuito magnetico in esse presenti. Nell'apparecchio in esame, come detto, un motore elettrico a corrente continua, lo statore è il componente (un magnete permanente) piegato a ferro di cavallo, mentre il rotore o, meglio, i rotori sono i due solenoidi di filo conduttore. Dunque lo statore si trova in questo caso ad essere all'interno di ciascun rotore. Dal punto di vista magnetico invece in questo strumento l'induttore è il magnete permanente (ovvero lo statore della macchina), mentre l'indotto del motore sono i due solenoidi (cioè i due rotori). In essi infatti circola la corrente elettrica che, interagendo con il campo magnetico prodotto dall'induttore, dà luogo alla coppia che mette in rotazione i rotori
  • Link alla scheda catalografica: https://catalogo.beniculturali.it/detail/ScientificOrTechnologicalHeritage/1900389035

  • Condensatore di epino

  • Datazione: XIX secolo seconda metà
  • Localizzazione: Dipartimento di Fisica e Astronomia "Ettore Majorana"
  • Funzione: accumulare quantità considerevoli di cariche su superfici relativamente piccole
  • Descrizione: Lo strumento fu ideato da Franz Ulrich Theodosius Aepinus. Esso è costituito da due dischi metallici, detti armature, fissati tramite due colonne in vetro ad una tavoletta in legno. La distanza tra le due armature è regolabile tramite due manici posti direttamente sulla base lignea (in molti esemplari i manici isolanti sono posti sulle armature). In posizione centrale vi è un terzo disco isolante (dielettrico), sostenuto da una colonnina al centro del basamento. In alcuni esemplari, le estremità superiori delle colonne terminano con due ganci in ottone ciascuno dei quali è atto a sorreggere un pendolo elettrico. Lo strumento non presenta alcun marchio di fabbrica né numero di inventario di riferimento
  • Link alla scheda catalografica: https://catalogo.beniculturali.it/detail/ScientificOrTechnologicalHeritage/1900389036

  • Milliamperometro

  • Datazione: XX secolo prima metà
  • Localizzazione: Dipartimento di Fisica e Astronomia "Ettore Majorana"
  • Funzione: misurare l'intensità della corrente elettrica che percorre un circuito
  • Descrizione: Milliamperometro a bobina mobile in corrente continua, di 5 milliampère fondo scala. Ha una custodia cilindrica di lamiera di ottone cromato e poggia, mediante due perni muniti di viti di fissaggio, a due corte aste sostenute da due colonne isolanti in legno fissate ad una base lignea. I due morsetti serrafili sono ricavati nelle aste di sostegno e sono collegati ai terminali della bobina tramite i due perni d'appoggio che sono isolati dalla custodia. Sono caratterizzati da una bassa resistenza interna dal momento che devono essere inseriti in serie nel circuito
  • Link alla scheda catalografica: https://catalogo.beniculturali.it/detail/ScientificOrTechnologicalHeritage/1900389037

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