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Dipartimento di

Fisica e Astronomia “Ettore Majorana”


Categoria: Elettromagnetismo


Galvanometro tipo nobili

  • Datazione: XIX secolo seconda metà
  • Localizzazione: Dipartimento di Fisica e Astronomia "Ettore Majorana"
  • Funzione: rilevare piccole quantità di corrente
  • Descrizione: Lo strumento in esame è un galvanometro di Nobili, uno strumento di notevole sensibilità dovuta a tre particolari accorgimenti. Il primo era l’impiego di una bobina attraverso cui far passare la corrente da studiare in modo da amplificarne gli effetti. Il secondo accorgimento era l’utilizzo di un sistema di aghi magnetici posti l’uno sopra l’altro e posizionati con i poli in direzioni opposte in maniera da costituire un sistema astatico, ovvero insensibile al campo magnetico terrestre. Infine, la terza particolarità riguardava il fatto che gli aghi erano sospesi ad un filo sottile invece di essere posti su un perno, permettendo così di eliminare l’attrito. Il galvanometro di Nobili acquistò una straordinaria popolarità e venne costruito e venduto dai più famosi costruttori di strumenti scientifici d’Europa. Quello in esame è composto da una base di legno circolare sulla quale sono fissate due bobine e una scala circolare graduata su ognuno dei quattro quadranti da 0° a 90°. Un’asta in ottone permetteva la sospensione dei due aghi magnetici, mentre dei serrafili permettevano di collegare lo strumento alla fonte di corrente elettrica. Una campana in vetro, oggi mancante, proteggeva invece lo strumento. Al museo ci sono due strumenti con lo stesso numero di inventario; questo è quello conservato peggio
  • Link alla scheda catalografica: https://catalogo.beniculturali.it/detail/ScientificOrTechnologicalHeritage/1900389080

  • Galvanometro tipo nobili

  • Datazione: XIX secolo seconda metà
  • Localizzazione: Dipartimento di Fisica e Astronomia "Ettore Majorana"
  • Funzione: rilevare piccole quantità di corrente
  • Descrizione: Lo strumento in esame è un galvanometro di Nobili, uno strumento di notevole sensibilità dovuta a tre particolari accorgimenti. Il primo era l’impiego di una bobina attraverso cui far passare la corrente da studiare in modo da amplificarne gli effetti. Il secondo accorgimento era l’utilizzo di un sistema di aghi magnetici posti l’uno sopra l’altro e posizionati con i poli in direzioni opposte in maniera da costituire un sistema astatico, ovvero insensibile al campo magnetico terrestre. Infine, la terza particolarità riguardava il fatto che gli aghi erano sospesi ad un filo sottile invece di essere posti su un perno, permettendo così di eliminare l’attrito. Il galvanometro di Nobili acquistò una straordinaria popolarità e venne costruito e venduto dai più famosi costruttori di strumenti scientifici d’Europa. Quello in esame è composto da una base di legno circolare sulla quale sono fissate due bobine e una scala circolare graduata su ognuno dei quattro quadranti da 0° a 90°. Un’asta in ottone permetteva la sospensione dei due aghi magnetici, mentre dei serrafili permettevano di collegare lo strumento alla fonte di corrente elettrica. Lo strumento si presenta completo in ogni sua parte; vi è l'ago, il filo, e la campana di vetro che lo protegge. Al museo ci sono due strumenti con lo stesso numero di inventario; questo è quello conservato meglio
  • Link alla scheda catalografica: https://catalogo.beniculturali.it/detail/ScientificOrTechnologicalHeritage/1900389081

  • Radiometro di crookes

  • Datazione: XIX secolo seconda metà
  • Localizzazione: Dipartimento di Fisica e Astronomia "Ettore Majorana"
  • Funzione: misurare intensità della radiazione elettromagnetica
  • Descrizione: Il radiometro di Crookes è un semplice dispositivo, inventato da Crookes nel 1873, che all'inizio si pensava servisse a misurare la pressione di radiazione della luce, mentre in realtà misura la radiazione elettromagnetica. Su una base lignea si innesta un bulbo di vetro, al cui interno viene creato parzialmente del vuoto; vi si trovano quattro palette rotanti, di metallo leggero, poste su un supporto verticale. Ogni paletta ha una faccia annerita e una chiara. Se esposte alla luce le palette cominciano a ruotare senza nessun apparente motore che le spinga. L'esemplare rinvenuto non presenta numeri di inventario o marchi di riferimento, e si trova in buone condizioni di funzionamento
  • Link alla scheda catalografica: https://catalogo.beniculturali.it/detail/ScientificOrTechnologicalHeritage/1900389200

  • Radiometro di crookes

  • Datazione: XIX secolo seconda metà
  • Localizzazione: Dipartimento di Fisica e Astronomia "Ettore Majorana"
  • Funzione: misurare effetto della radiazione elettromagnetica
  • Descrizione: Il radiometro di Crookes è un semplice dispositivo, inventato da Crookes nel 1873, inizialmente progettato per misurare la pressione di radiazione della luce. Su una base lignea si innesta un bulbo di vetro, al cui interno viene creato parzialmente del vuoto; vi si trovano quattro palette rotanti, di metallo leggero, poste su un supporto verticale. Ciascuna paletta presenta una faccia annerita e una chiara. Se esposte alla luce cominciano a ruotare. I due esemplari qui in esame costituiscono una serie, così come dimostra il numero di inventario progressivo che li accomuna; non vi sono riportati marchi di fabbrica, e si presentano in buone condizioni di conservazione
  • Link alla scheda catalografica: https://catalogo.beniculturali.it/detail/ScientificOrTechnologicalHeritage/1900389205

  • Oscillatore di hertz

  • Datazione: XIX secolo seconda metà
  • Localizzazione: Dipartimento di Fisica e Astronomia "Ettore Majorana"
  • Funzione: produrre oscillazioni elettromagnetiche ad alta frequenza
  • Descrizione: L'oscillatore ideato da Hertz è uno strumento capace di produrre oscillazioni molto rapide. Hertz pervenne a questo risultato, che si rivelò particolarmente utile per gli esperimenti che furono realizzati in seguito, riducendo la capacità o l'autoinduzione del sistema oscillante, oppure entrambe. L'oscillatore di Hertz è formato da due conduttori filiformi, tesi in posizione orizzontale, con alle estremità delle sfere. Tra le due sfere interne, che sono più piccole, scoccano le scintille. Le due metà dell'oscillatore venivano collegate all'avvolgimento secondario di un rocchetto di Ruhmkorff, dotato di elevata induttanza. La massima frequenza raggiunta con l'oscillatore Hertz è di 10^9 osc/sec, per onde di 30 cm. Lo strumento è stato acquistato prima del 1885, e trova riscontro in alcuni degli inventari
  • Link alla scheda catalografica: https://catalogo.beniculturali.it/detail/ScientificOrTechnologicalHeritage/1900389217

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